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Salone Franchising Milano: terminata con successo la 33° edizione.

Terminata la 33° edizione del Salone del Franchising Milano, un luogo di importanti decisioni per il futuro che ha soddisfatto sia i partecipanti che gli espositori.

Marco Fatizzo 30/10/2018

E’ terminata la 33° Edizione del Salone Franchising Milano che si è tenuta a Fieramilanocity, un evento di rilevanza nazionale del commercio in affiliazione che ha visto la partecipazione di oltre 17mila visitatori con un aumento del 15% rispetto alla precedente edizione. Helena e Marco di Bianco Lavoro sono stati presenti per tutta la durata della manifestazione ed hanno raccolto molte testimonianze (presto online), per ora ecco i dati, il resoconto ed alcune belle foto.

Salone Franchising Milano: un successo su tutti i fronti.

Durante i tre giorni del commercio in affiliazione, il Salone del Franchising Milano è stato un luogo dove i contenuti, la formazione, il business e l’intrattenimento hanno creato un’atmosfera estremamente positiva. Tutti elementi i quali hanno fatto sì che, il dato più significativo rispetto al successo di questo evento, sia stato il tempo di permanenza dei visitatori che è passato da 3 ore a 4 ore e mezza rispetto allo scorso anno.

In una superficie di esposizione aumentata del 18% rispetto al 2017 e oltre 200 marchi commerciali il Salone del Franchising è stato un luogo di importanti decisioni per il futuro che ha soddisfatto sia i partecipanti che gli espositori. A conferma del successo di questo evento sono arrivate le parole del presidente del Salone Antonio Fossati che ha sottolineato che, non solo si è innalzato il livello qualitativo dei colloqui di lavoro e della quantità dei visitatori, ma è aumentata anche la percentuale delle presenze provenienti dal Centro e dal Sud Italia.

Salone Franchising Milano 2018: espositori soddisfatti.

Soddisfatti gli espositori i quali, durante questo evento, hanno preso contatto e valutato un gran numero di candidati sia per l’apertura di nuovi punti vendita che di agenzie di servizi di affiliazione. Per alcuni di loro è stata la prima esperienza ad una fiera del franchising come Domino’s Pizza il cui Ad Alessandro Lazzaroni ha dichiarato di aver avuto diversi incontri di qualità.

Soddisfatto anche Re/Max Italia il quale, per il Salone del Franchising Milano che si terrà il prossimo anno, ha deciso di raddoppiare lo stand. Ma anche Careffour, Coop e Prima Donna hanno sottolineato i numerosi aspetti positivi del Salone tra cui, oltre ai numerosi contatti presi e alla grande affluenza, anche le perfetta organizzazione che ha permesso ai visitatori di sapere esattamente cosa cercare.

Il Salone delle opportunità.

Davvero tanti i settori rappresentati per le opportunità di franchisinggelateriecaffettterieposte privatebirrerieservizi assistenza anziani, etc… per accontentare i potenziali franchisee di ogni settore e per ogni tipo di investimento.

Marco Moretti, presidente di Fandango Club, ha sottolineato che questo è il secondo Salone da loro organizzato il quale è stato modernizzato attraverso un “layout espositivo accattivante e pratico, con la spettacolarizzazione di convegni e workshop, con nuove iniziative come quella del Talent Show”. Tutto questo ha permesso a questo Salone di essere un evento dei sogni e delle opportunità. Consueta grande affluenza anche sul palco del Franchising School a cui hanno partecipato oltre mille persone come anche il Franchising 4You il quale ha registrato 220 presenze che hanno approfittato di consulenze gratuite da parte degli esperti del settore.

Grande attenzione è stata posta anche per il talent show “Re.start-smart up your business” che ha visto progetti innovativi e start up a riguardo di nuovi negozi. I progetti finalisti selezionati da una giuria di esperti sono, ad esempio, il Concept Store, un drink bar che permette di avere cocktail già pronti al proprio domicilio; una piattaforma online chiamata Bibliogiochi, che permette di noleggiare giochi e giocattoli; MyAgry, che dà la possibilità di provare l’esperienza come agricoltore; e molte altre.

Attenzione particolare è stata data anche al mondo del retail sul quale sono stati organizzati convegni da Federfranchising per evidenziare come il futuro della robotica interessi anche il mondo del franchising in quanto si stanno sviluppando i primi concept a riguardo della ristorazione con un servizio totalmente automatizzato.

 

Franchising: la Lombardia genera 1/5 del fatturato nazionale.

Con oltre 8.500 negozi, ossia il 16,5% del totale nazionale, il franchising in Lombardia produce un quinto del fatturato complessivo in Italia, ossia poco più di 4,6 miliardi di euro su un totale di 24,5 miliardi. Vale a dire 38.000 addetti, con punte nella grande distribuzione food, che ne conta il 21,9%, seguita dalla ristorazione (21%), settori che da soli contano un giro d'affari di quasi 2 miliardi.

Secondo i dati riportati dal Rapporto Assofranchising 2018, nel 2017 le 929 insegne attive in Italia crescono in termini di punti vendita in franchising su tutto il territorio nazionale (+1,9%) arrivando a quota 51.671.

"Abbiamo lavorato e continuiamo a farlo”, ha detto l'assessore allo Sviluppo Economico, Alessandro Mattinzoli, “per facilitare l'integrazione fra gli operatori del franchising e quelli indipendenti. Anche così infatti si crea quella rigenerazione urbana delle aree a vocazione commerciale, fondamentale per ridare vitalità e sicurezza ai nostri quartieri. Attraverso il franchising si facilita una crescita rapida di nuovi brand e delle micro e piccole-medie imprese. La Lombardia si conferma come modello anche in questo settore".

Dopo la Lombardia con 8.523 punti vendita, si posiziona il Lazio con 5.915 imprese, seguita da Piemonte (4.361), Campania (3.755), Sicilia (4.455), Veneto (3.565), Puglia (3.526), Emilia Romagna (3.192), Toscana (2.741), Calabria (1.924), Sardegna (1.727), Liguria (1.494), Marche (1.442), Abruzzo (1.278), Friuli Venezia Giulia (977), Umbria (947), Trentino Alto Adige (643), Basilicata (571), Molise (424) e Valle d'Aosta (210).

Il giro d'affari si attesa ad oltre 24,5 miliardi di euro (+2,6%). Aprire un franchising significa inoltre aumentare anche l'occupazione. Gli addetti impiegati nel comparto sono infatti 199.260, in crescita del 2% rispetto alla passata rilevazione.

Altro dato interessante è quello dei Master delle insegne straniere che scelgono l'Italia per lo sviluppo della propria rete affidando il proprio business a manager, imprese e personale italiano (+16,4%). Aumentano poi in modo significativo i punti vendita di insegne italiane all'estero segnando addirittura un +28,1%. A livello regionale, la Lombardia si conferma anche l'area in cui sono presenti più insegne (256), seguita dal Lazio (104) e dalla Campania (89).

Nel primo semestre del 2018 il settore ha segnato un +0,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente e i settori trainanti sono food and beverage (bar, gastronomia, pasticcerie, pizzerie, gelaterie, yogurterie, birrerie, ristoranti, locali a tema ed altro); abbigliamento e accessori per uomo, donna e bambino (intimo, scarpe, borse, occhialeria, pelletteria, bigiotteria ed altro); servizi (agenzie immobiliari, viaggi e turismo, estetica, palestre, parrucchieri ed altro).

Stando ad una ricerca del centro studi 'Salone del franchising' realizzata nel proprio canale di negozi, che si conferma uno dei prediletti degli italiani, la ripresa dei consumi delle famiglie, registrata nel 2017, potrebbe consolidarsi nel 2018, come già dimostra l'aumento della spesa alimentare emerso nei primi mesi.

Le catene in franchising sono predilette dal 36% dei consumatori, quindi da 1 consumatore su 3 soprattutto in virtù della percezione di una maggior tutela e controllo sulla qualità dei prodotti (51%); perché l'insegna conosciuta garantisce una maggiore affidabilità (26%); perché il livello di servizio e di confort ambientale è maggiore, specie per le piccole catene (23%); perché i prezzi sono fissi di default (22%).

Fonte: APCOM

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Franchising: sempre più donne e giovani che puntano sul settore

Parla al femminile, e parla in modo particolare anche ai giovani il franchising, settore che nel nostro Paese si conferma in rapida espansione. Secondo i dati del Rapporto Assofranchising 2018, nel 2017 i franchisee di età compresa tra i 36 e i 45 anni sono più di 26.000 e rappresentano oltre il 64% del totale, seguiti da imprenditori ancora più giovani, compresi fra i 25 e 35 anni, il 24,6% del totale. Un mondo giovane e per i giovani dunque, reso ancora più allettante dalle ragionevoli richieste di investimento che in alcuni casi non superano i 10.000 euro.

In particolare, dal rapporto emerge come il 62% degli imprenditori nella fascia 25-35 anni prediliga investimenti fino a 30.000 euro, mentre oltre il 58% di quelli tra i 36 e i 45 anni si concentrano su investimenti che vanno dai 30.000 fino agli oltre 300.000 euro.

Ma il franchising è anche un settore dove le donne scommettono sempre di più su loro stesse e sulle proprie capacità imprenditoriali: il franchising al femminile, infatti, vede coinvolte in Italia più di 11.500 imprenditrici che sul totale dei licenziatari incidono per il 35,6%.

"In un Paese come l'Italia dove giovani e donne sono spesso sinonimo di precarietà occupazionale”, ha affermato Italo Bussoli, Presidente di Assofranchising, “rilevare che in un settore non solo c'è molto spazio, ma anche notevole capacità imprenditoriale, è davvero importante se non addirittura in controtendenza. Da un rapido sguardo ai dati di settore del 2017, si può notare come l'età media di un franchisee sia notevolmente più bassa rispetto all'immaginario che si ha dell'imprenditoria italiana. Questo perché l'affiliazione è un sistema in grado di dare sicurezza, riducendo notevolmente il rischio di impresa. Ecco come chi non ha mai avuto alcuna esperienza imprenditoriale, può lanciarsi in un settore totalmente nuovo, con la certezza di essere seguito da professionisti affermati, in grado di trasmettere know-how di valore".

Analizzando poi i trend di aperture, si nota come la categoria imprenditoriale femminile sia maggiormente concentrata nel settore dell'abbigliamento e degli accessori per bambini con 1.156 punti vendita in franchising seguita a ruota dalla GDO Food, con 1.139 negozi, e dall'abbigliamento uomo-donna con 924 esercizi.
Per i giovani compresi nella fascia d'età 36-45 il business trainante sembra esser quello delle agenzie e dei servizi immobiliari (4.656 PVF), seguito anche in questo caso dalla GDO food (2.383 PVF) e dall'abbigliamento per uomo e donna (1.506 PVF).

Sognatori e giramondo, invece, i giovanissimi baby imprenditori dai 25 ai 35 anni, che scelgono le categorie dei viaggi e del turismo (1.293 PVF), gli accessori moda (990 PVF) e il benessere della persona aprendo palestre, centri estetici e parrucchieri (869 PVF).

Spazio alle idee e alla voglia di mettersi in gioco, dunque: le opportunità ci sono e per tutti. I dati presentati da Assofranchisingne sono la prova: giro d'affari complessivo per il 2017 pari a 24,545 miliardi di euro, con un +2,6% rispetto al 2016. Numeri da record e in piena crescita, con un potenziale sfruttato, ad oggi, solamente per il 7% e quindi con margini ancora altissimi.

Fonte: APCOM

 

 

 

Ultime notizie  dal 32° Salone del Franchising di Milano.

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È la fiera numero uno in Italia dedicata al Retail, che comprende piccole, medie e grandi imprese italiane con una rete commerciale che si sviluppa su tutto il territorio, questo dimostra l’impegno costante per una crescita anche a livello di occupazione, sia giovanile che femminile.

Il 12 ottobre ha aperto la fiera, con la partecipazione di tantissimi marchi franchising di tutti i settori merceologici, la grande affluenza di visitatori, dimostra sempre crescente l’interesse delle persone ad avvicinarsi a questa formula che si definisce vincente, il settore franchising offre l’opportunità di un gran numero di occupazione.

Per tutte quelle persone, che vogliono crearsi un auto-impiego è il metodo più sicuro, per avere un lavoro gratificante ed allo stesso tempo con pochissimi rischi, perché il franchising ha sperimentato la formula commerciale adeguata.

Anche quest’anno,  la ristorazione ed il fashion hanno fatto da protagonisti, questi settori sono stati scelti per la maggiore dai neo-imprenditori .  Senza sottovalutare tutti gli altri settori, che godono di numeri importanti.

 

Dall’ultimo Salone del Franchising di Milano ottobre 2017
Sempre maggior interesse da parte degli espositori e dei visitatori, alla fiera del franchising più importante in Italia. Milano possiamo definirla la capitale dell’economia e dell’innovazione, tanti Brand del franchising scelgono di esporre a questo salone, per riscontrare buoni risultati.
Quest’anno quasi 180 Marchi hanno partecipato alla mostra, un’ampia scelta di categorie merceologiche hanno presentato idee innovative. Questa fiera organizza incontri con esponenti di spicco del settore sviluppo, fornendo competenze ed esperienza agli espositori, contribuendo all’incremento delle imprese partecipanti, offrendo sbocchi importanti ai Franchisor in fase di start-up e pure a chi è già un discreto sviluppo. Anche per i Franchisee che sono già affiliati, offre giornate di conoscenze e crescita professionale, ai futuri Franchisee l’acquisizione di notizie utili per un percorso di crescita imprenditoriale.
Il salone offre anche la possibilità di sviluppare Marchi italiani all’estero, mettendo a disposizione rappresentanze di paesi stranieri, come Emirati Arabi, Stati Uniti, Cina e tanti altri.
Oltre 15.000 visitatori hanno avuto l’opportunità di cogliere nuove idee imprenditoriali, avvalorandosi di esperti di settore, che hanno presentato progetti innovativi.
Nei tre giorni di fiera, circa una trentina di conferenze ed interventi di esperti su vari settori e temi di attualità ed innovazione, hanno dato imput per scelte migliori a tutti i visitatori.
Il Franchising è una formula vincente, che offre molti sbocchi a persone che vogliono crescere.

 

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Cresce nel 2017 il franchising, con punte superiori nei settore moda e ristorazione.

Questo è quanto emerge dal Rapporto 2017 realizzato da Confimprese e pubblicato da Il Sole 24 Ore.

Dopo un 2016 trascorso all’insegna della propensione al risparmio che si è tradotta in una stabilità delle vendite retail attestate a quota 144 miliardi di euro, il 2017 inizia più fiducioso grazie ad un leggero aumento del potere d’acquisto pari allo 0,7% ma che nel 2020 dovrebbe raggiungere un +2,3%.

Sebbene dunque il mercato non sia dei più entusiasmanti i marchi non smettono di investire puntando sulla crescita della rete commerciale. Entro l’anno infatti è prevista l’apertura di oltre 1.100 punti vendita che genereranno circa 10mila posti di lavoro.

 

Franchising abbigliamento e Franchising ristorazione i settori trainanti.

«Food e fashion sono i settore chiave del retail e insieme totalizzano oltre la metà del totale delle aperture» dichiara Mario Resca, presidente di Confimprese.

Oltre 300 nuovi negozi nel settore dell’abbigliamento e calzature, 237 locali dedicati alla ristorazione e 220 agenzie immobiliari: sono queste le stime dei settori trainanti del franchising, che tradotto in euro significa +2,5% per il settore dell'abbigliamento e +2,8% nella ristorazione.

Per quanto riguarda il settore della ristorazione, Confimprese ha registrato una crescita del 31% e ha stimato che il pasto fuori casa vale circa 72 miliardi della spesa. In merito ai gusti degli italiani poi, la scelta si dirige maggiormente verso una cucina salutista, di qualità e sostenibile. Gli associati Confimprese operanti nel food hanno registrato una crescita delle vendite di circa un terzo.

Ma dove aprire un negozio di abbigliamento? Sicuramente centri commerciali, vie commerciali e anche luoghi di grandi flussi di passaggio come gli aeroporti rappresentano i luoghi migliori per avviare un’attività commerciale di questo tipo.

Settori di maggior interesse

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I trend del franchising per il 2017

Più ristorazione veloce e di strada, servizi alla persona, abbigliamento mono articolo. In ripresa l’immobiliare, mentre i grandi brand dell’apparel e del food guardano con interesse crescente all’estero per sviluppare le loro reti, dato che l’Italia è un mercato ormai maturo e oltre confine i nostri prodotti sono molto apprezzati. Si proverà anche a spingere sulla multicanalità, un aspetto dove le reti di casa nostra sono carenti, facendo diventare i negozi fisici un luogo per esporre e fornire servizi, lasciando gli acquisti all’online, cui si rivolge ormai il 41% degli italiani. Queste le tendenze per il 2017 del retail in franchising, ricavate incrociando dati e dichiarazioni di imprenditori, valutando i business plan, visitando i saloni dedicati e passeggiando lungo le principali vie dello shopping. Il franchising in Italia gode di buona salute: è cresciuto del 4% negli ultimi 7 anni e nonostante la crisi dei consumi continua a registrare segnali di espansione, soprattutto all’estero. Secondo l’osservatorio di Assofranchising, negli ultimi due anni i punti di vendita oltreconfine dei brand italiani sono cresciuti notevolmente e le aperture continueranno soprattutto nei Paesi emergenti dell’Asia e dell’Est Europa, mentre molte insegne hanno messo radici solide in Nord Europa e Nord America.Tra i settori di maggior interesse fuori dai confini nazionali ci sono i cavalli di battaglia del made in Italy: moda e cibo. A fine 2016 le nuove aperture sono state più di mille (870 negozi di abbigliamento e 320 punti di ristorazione) e 10mila i nuovi assunti nel settore.

Un’altra tendenza obbligata per il 2017 è lo sviluppo della multicanalità. Con il 41% degli italiani che fa acquisti su Internet (Gfk Eurisko) i punti di vendita dovranno diventare sempre di più centri di aggregazione e accoglienza, showroom e luoghi dove fornire servizi, mentre l’acquisto si farà da pc o smartphone. La consapevolezza sta crescendo anche tra i franchisee: il 44,5% degli affiliati ritiene che si tratti di un’opportunità, ma il 54,4% valuta inadeguata la formazione sul tema da parte dei franchisor. “Il potenziale per lo sviluppo del franchising in Italia è molto elevato -spiega il presidente di Assofranchising Italo Bussoli- il 2016 è finito bene e anche per il 2017 prevediamo un incremento dell’attività. Oltre alla ristorazione, in pieno boom, l’immobiliare sta tornando a buone performance e nell’abbigliamento c’è fermento per la moda donna e bambino. Bene anche i servizi, soprattutto alla persona ed asili nido, che nel 2017 cresceranno molto”. Quest’anno vedrà anche il consolidarsi di attività come la vendita e l’assistenza per i droni e i centri per le piccole riparazioni.Uno dei trend più forti per quest’anno è in realtà una conferma: le catene della ristorazione veloce e lo street food vero e proprio, insieme ai ristoranti etnici, conosceranno un’ulteriore crescita. La ristorazione muove un fatturato che supera i 2,5 miliardi l’anno, tendenza destinata a continuare visto che anche nel 2017.

Ottime previsioni per lo street food mobile, con ape car e furgoncini griffati che servono pietanze di ogni tipo.

Accanto ai più tradizionali ristoranti a tema ed etnici (messicani, giapponesi, indiani), si aggiungono quelli vegetariani e vegani e i locali iperspecializzati sul salutismo, come quelli per celiaci. Previsto un aumento dell’offerta anche per bar, caffetterie, pub, enoteche e chupiterie.