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Franchising, le donne adesso rappresentano il 35% del settore

Franchising, le donne adesso rappresentano il 35% del settore - CreaFranchising

Food (31%), Fashion (27%), Servizi alla persona (18%) sono le scelte più frequenti.

Cresce il numero di donne imprenditrici che sceglie la strada del franchising. Dopo una lunga marcia, oggi rappresentano il 35% degli imprenditori franchisee.

Il settore del commercio e dei servizi in affiliazione totalizza un giro d’affari di 23 miliardi annui.

Tra i 51.000 franchisee titolari di un negozio o un centro servizi in franchising, le donne risultano essere 17.800 a fine 2016, pari al 35% del totale (con un aumento del 2% rispetto al 2015).  

Una crescita analoga si registra nel popolo del franchising, cioè tra quel mezzo milione di italiani che ogni anno si avvicina con interesse alla formula del franchising: qui le donne sono 160.000, pari al 32% del totale (con un aumento dell’1,8% rispetto al 2015). Ed infine una conferma viene dalla fiera di settore, il Salone Franchising Milano, che ha registrato tra i suoi visitatori il 31% di donne (con un aumento del 4% rispetto al 2015). 

 

Risulta anche che le donne chiudono positivamente un contratto di affiliazione il 15% in più degli uomini, confermando intuito imprenditoriale e spiccate capacità manageriali: pur essendo maggiore il numero degli uomini che si avvicinano al mondo del franchising è maggiore il numero delle donne che chiudono effettivamente un contratto e divengono franchisee. 

 

«Esattamente come gli uomini, ormai le donne sembrano preferire forme di autoimprenditoria – spiega Antonio Fossati, Presidente del Salone Franchising Milano – Nel franchising crescono anno dopo anno e sono arrivate ad una quota del 35% sul totale degli imprenditori franchisee. Hanno successo nel commercio in affiliazione anche perché sembrano essere migliori degli uomini nell’organizzare il negozio e la gestione delle risorse e nell’ascoltare la clientela e le loro necessità. Appaiono inoltre più fortemente motivate in quanto intraprendono la nuova avventura come una vera scelta di vita, tanto che le catene franchisor apprezzano sempre più le loro candidature». 

 

Secondo i dati elaborati dal Centro Studi Rds Expo-Salone Franchising Milano, i settori merceologici preferiti dalle donne sono, nell’ordine: Food (31%), Fashion (27%), Servizi alla persona (18%), Commercio specializzato (11,5%), Articoli per la casa (6%). Come primo investimento per aprire un punto di vendita, le donne prediligono per il 49% la fascia fino a 25mila euro; per il 26,5% la fascia fino a 50mila euro, per il 13,5% la fascia fino a 100mila euro. Le donne che si avvicinano al franchising appartengono per lo più alla fascia d’età tra i 30 ed i 40 anni ed hanno quasi tutte una precedente esperienza lavorativa: impiegate (24%), commercianti (17%), libere professioniste (16%), imprenditrici (15%).  

Franchising: giovane 1 occupato su 3, 23 mld di fatturato

Franchising: giovane 1 occupato su 3, 23 mld di fatturato - CreaFranchising

Roma 

Ogni anno 150mila giovani si avvicinano al franchising per verificare la possibilita' di entrare nel mondo del commercio in affiliazione.

Lo fanno perche' desiderano divenire imprenditori di se' stessi e nella prospettiva di ricavare un soddisfacente successo economico. Sorprendentemente, non sono motivati dalla difficolta' di trovare un posto fisso o dalla disoccupazione. La loro aspirazione e' quella di aggiungersi ai 51mila franchisee che hanno gia' aperto un negozio o un centro servizi in franchising e quindi entrare in un comparto che, seppur limitato, ha fatturato 23 miliardi di euro nel 2016.

E' quanto emerge da un sondaggio del Centro Studi del Salone Franchising Milano (SFM), la fiera nazionale di settore che si terra' dal 12 al 14 ottobre 2017 in Fiera Milano.
Inoltre il numero di giovani attratti dal franchising aumenta sempre piu' di anno in anno. I 150mila giovani appartengono alla fascia tra i 25 ed i 35 anni e rappresentano il 32,5% dell'intero "popolo del franchising", stimato in 500 mila persone. La crescita dei giovani nell'ultimo biennio e' ben definita: 29,5% nel 2015, 32,5 % nel 2016.


Il sondaggio svolto dal Centro studi del Salone Franchising Milano, ha cercato di scoprire il profilo dei 150mila giovani potenziali franchisee. Per il 60% sono maschi (ma il numero delle donne e' in aumento), che provengono dal Nord Italia (65%), dal Sud (22,5%) e dal Centro (12,5%). E la percentuale dei giovani del Sud Italia e' piu' alta di quella media del popolo dei franchisee, segno che aumenta l'interesse dei giovani meridionali per il commercio in affiliazione.


I settori commerciali piu' interessanti per i giovani sono il food (31,5%), moda e abbigliamento (30%), articoli per la persona (12,5%). Sono per lo piu' impiegati (27%), commercianti (15%), lavoratori autonomi (15%), piccoli imprenditori (10%), studenti (10%). Solo l'8% degli intervistati sono disoccupati. E la motivazione principale che li spinge verso il franchising e' prima di tutto la voglia di auto-imprenditorialita' (53%), l'aspirazione a soddisfazioni economiche (49%), la fiducia nella distribuzione moderna (25%). Mentre solo il 6% di essi e' mosso dalla difficolta' di trovare un posto fisso. Infine, circa il 60% degli intervistati dichiara che ha fiducia nel franchising perche' la formula riduce i rischi grazie alla presenza di un franchisor che mette a disposizione marchio, know-how ed assistenza. E sono pronti a fare discreti investimenti in fase di avviamento: il 44,5% dichiara di voler improntare fino ad un massimo di 25mila euro, e il 35,5% dichiara di esser pronto a arrivare fino a 50mila euro.


"Non sara' certo il franchising a sconfiggere la disoccupazione giovanile - ha commentato Antonio Fossati, Presidente di RDS Expo (societa' del Campus Fandango Club) che organizza il Salone Franchising Milano - Pero' i dati del sondaggio sottolineano una ben definita tendenza giovanile a mettersi in proprio, gia' nota col fenomeno delle start up, che pone il franchising tra le forme moderne del retail piu' promettenti. E per incontrare i giovani, la 32ma edizione del Salone Franchising Milano ha organizzato, con Fandango Club, il talent show "Re.Start - Smart Up Your Business" aperto a tutti coloro che presenteranno progetti innovativi per il retail".

 

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Il Franchising è l’Opportunità per l’Auto-Impiego 

CreaFranchising è il un punto di riferimento per la scelta dell’attività giusta e di opportunità di business, per tutti i livelli di investimento e per individuare l’attività giusta alle tue esigenze. 

In questo momento in cui è difficile trovare un lavoro, sia per i giovani e anche per persone mature, che dopo anni di impiego ritrovandosi disoccupati, è veramente difficile ritrovare l’azienda che ti offra un’assunzione. 

Infatti i dati ci riferiscono che il franchising è la soluzione che molte disoccupati adottano come auto-impiego, un modo di crearsi un’opportunità con il minimo rischio, avendo alle spalle un’azienda pilota che ti segue passo dopo passo. 

Occorre affidarsi ad una rete seria che ti offra tutto il sostegno necessario, CreaFranchising è l’occasione giusta per avere professionisti esperti in questo settore, avendo fatto un’ottima selezione ed i marchi con cui collabora, sono collaudati e sono ben strutturati. 

All’interno del sito www.creafranchising.it puoi trovare tante proposte con vari investimenti, per la portata di tutti, si parte da circa € 5.000,oo a salire, quindi possibilità per tutte le tasche e soprattutto chiarezza e serietà che ci contradistingue. 

 

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Cala l'occupazione, aumenta la voglia di fare impresa. Intervista a Italo Bussoli presidente Assofranchising. 

Domanda: Oggi l’istat ha pubblicato i dati sull’occupazione. Cala la disoccupazione ma aumenta il numero di quelli che non lo cercano più. E’ un segnale di sfiducia nel posto fisso?
Risposta: Più che di sfiducia nel posto fisso credo sia corretto parlare di apertura e presa di coscienza di una realtà importante come quella che riguarda l’occupaz ione che è in evoluzione e trasformazione da alcuni anni. Non si cerca più unicamente il posto fisso ma si valutano diverse possibilità in un panorama molto più ampio. Il mercato del lavoro guarda sempre più a forme di autoimpiego, come il franchising, soprattutto in franchising, che hanno diverse possibilità in diversi settori con investimenti contenuti.
 
 
Domanda: Fare impresa è un passo difficile che spesso spaventa. Perché il franchising è sempre più una soluzione ricercata.
Risposta: Per diversi motivi, ma vorrei qui riassumerne solamente tre molto importanti:
l’imprenditore in franchising stringe un accordo con un’azienda, il franchisor, che ha già sperimentato il suo business format di successo, e che dispone quindi di adeguate competenze e strumenti utili per fare impresa in modo competitivo in un mondo dove sono sempre di più gli aspetti ai quali dedicarsi e che con le sole proprie forze è difficile se non possibile seguire al meglio.
Il franchising ha poi spesso e volentieri una presa migliore su i fornitori ai qua li ci si rivolge per il proprio business: proprietari di location commerciali, banche per finanziamenti, fornitori vari con accordi quadro sicuramente molto più vantaggiosi grazie alle economie di scala messe in campo dal franchisor in favore della sua retdi affiliati.
Terzo punto qualificante è la possibilità di intraprendere in franchising in maniera trasversale rispetto ai settori merceologici e con investimenti che posso essere molto contenuti o raggiungere cifre importanti per investitori che desiderano diversificare l’attività.  
 
 
Domanda: Come si può avviare una attività in proprio con il franchising e quanto costa.
Risposta: Si possono avviare franchising, al netto degli investimenti per l’adeguamento dei locali, anche a partire da 20.000 €. Sta poi alle parti trovare il giusto accordo e valutare adeguatamente le proposte.
Nel farlo ricordiamo sempre di fare riferimento alla legge 129/2004 che Assofranchising ha contribuito a promulgare.
 
 
Domanda: Esistono delle agevolazioni per chi vuole iniziare da zero e togliersi dal mercato del lavoro precario e dequalificato?
Risposta: Sono numerosi i bandi di finanziamento a disposizione di chi desidera mettersi in proprio e ci sono agevolazioni, una su tutte l’accordo tra Assofranchising e Banco BPM, che vanno incontro al desiderio di imprenditorialità. Bisogna ovviamente valutarli con cura, informarsi, capire e conoscere.
 
 

 

Dati importanti dal franchising

Dati importanti dal franchising - CreaFranchising

 

Secondo l'Associazione Internazionale del Franchising (IFA), l'avvio di una nuova attività usando un marchio provato offre diversi vantaggi. I dati di un suo sondaggio dimostrano che i franchisee (82%) mantengono il loro business anche dopo il quinto anno. Secondo lo stesso sondaggio solo il 20% dalle società indipendenti riescono a sopravvivere. Gli esperti dell'IFA commentano che le società operanti nel campo dei servizi e delle distribuzioni recuperano più velocemente gli investimenti in quanto si risparmiano i costi di riparazione, affitto e stipendio dei dipendenti. Esistono anche società in franchising che iniziano a recuperare gli investimenti già dal secondo mese dall'inizio del loro business. Il 48% degli affiliati registrano un recupero degli investimenti entro il primo anno finanziario. Circa il 31% delle società che operano in base al principio del franchising comunicano che il recupero è stato effettuato in due anni mentre il 21% hanno recuperato i loro investimenti in tre o più anni.

 

Possiamo parlare ancora a lungo di questo modello che ha più di 100 anni di storia. Tra le curiosità possiamo menzionare la statistica secondo la quale nel corso degli ultimi 40 anni ci partecipano sempre più imprenditrici. Secondo un sondaggio il 15% di tutte le società franchising fondate tra il 1970 e il 2000 sono state create da donne. Secondo i dati dell'Associazione Internazionale del Franchising negli ultimi 5 anni circa il 25% dei manager di aziende in franchising in tutto il mondo sono donne. In queste statistiche non sono incluse il 17% delle società in cui gli uomini e le donne sviluppano una società in franchising in qualità di partner.
A livello globale i franchising di maggior successo sono quelli che operano nel settore alimentare come ristoranti fast food, pizzerie, pasticcerie ecc.
Anche i franchising nei settori come quello immobiliare, abbigliamento ed accessori di marca,  banchi di pegno, centri benessere, servizi in genere, ristorazione, autofficine, abbigliamento di seconda mano, tecnologie, finanze, saloni di bellezza sono estremamente popolari in tutto il mondo.

 

Franchising a quota 24 miliardi rapporto Assofranchising 2017

Rapporto Assofranchising Italia 2017:

presentato lo studio integrale l’11 maggio al convegno di apertura di Franchising&Retail Expo a BolognaFiere.

Sono passate solo poche settimane dalla diffusione dei dati sull’occupazione a cura dell’ISTAT che arriva il rapporto sullo stato delle reti in Italia a cura di Assofranchising in collaborazione con l’osservatorio Permanente del Franchising. Lo studio è stato presentato oggi al Convegno di apertura di Franchising&Retail Expo a BolognaFiere, dal titolo:

"Franchising modernità e ripresa", il segno più su occupazione e lavoro al quale hanno partecipato oltre a Italo Bussoli, presidente di Assofranchising, anche Antonio Bruzzone e Francesco Rivolta, rispettivamente direttore generale di BolognaFiere e di Confcommercio Imprese per l’Italia.

Secondo il rapporto, il franchising continua ad essere una opportunità di sviluppo per i nostri mercati con un giro di affari che si avvicina ai 24 mld di euro ed una crescita complessiva di addetti del 4% (oltre 195.000 secondo il rapporto). Non poco se si considera poi che sono il 25,6% i giovani tra i 25-35 anni che sono imprenditori in franchising.

 Infatti secondo Italo Bussoli, Presidente di Assofranchising, “Il mercato del lavoro guarda sempre più a forme di autoimpiego, come il franchising, che offre diverse possibilità in diversi settori con investimenti contenuti”

Oggi, secondo Bussoli, per diversi fattori il franchising è una opportunità professionale sempre più ricercata, grazie al fatto che l’imprenditore in franchising stringe un accordo con un’azienda, il franchisor, che ha già sperimentato il suo business format di successo, e che dispone quindi di adeguate competenze e strumenti utili per fare impresa in modo competitivo in un mondo dove sono sempre di più gli aspetti ai quali dedicarsi e che con le sole proprie forze è difficile se non impossibile seguire al meglio. Il franchising ha poi spesso e volentieri una presa migliore sui fornitori ai quali ci si rivolge per il proprio business: proprietari di location commerciali, banche per finanziamenti, fornitori vari con accordi quadro sicuramente molto più vantaggiosi grazie alle economie di scala messe in campo dal franchisor in favore della sua rete di affiliati. Terzo punto qualificante, conclude Bussoli, è la possibilità di intraprendere in franchising in maniera trasversale rispetto ai settori merceologici e con investimenti che possono essere molto contenuti (il 31% richiede un investimento iniziale compreso tra i 20 ed i 50.000 euro) o raggiungere cifre importanti per investitori che desiderano diversificare l’attività.

 

Tra le categorie che trainano il franchising nota particolare per la Ristorazione che arriva complessivamente a quasi 2,5 miliardi di euro di fatturato (nel 2013 erano 2 miliardi), 36.000 addetti occupati (compreso franchisee) e 3.800 punti vendita in franchising.


In netta crescita il settore del benessere, salute, erboristerie, dietetica, estetica, parafarmaceutica che arriva a generare 270 milioni di giro d’affari nel 2016 (+25%).


Infine la GDO Food – Alimentari in franchising si conferma in crescita. In questa categoria rientrano non solo i player della GDO, tra i quali spiccano i discount per performance, ma anche tutti quei formati di vendita di prodotti alimentari che si stanno via via tipicizzando in format distinti (negozi per celiaci, bio, tipici regionali, pescherie, fruttivendoli, etc.).

Uno scenario decisamente incoraggiante se si pensa anche alle maggiori possibilità di accesso al credito grazie ad accordi con banche ed istituti di credito.

Franchising&Retail Expo, la fiera internazionale del franchising organizzata da BolognaFiere, il secondo polo fieristico in Italia con un fatturato di 125 milioni di euro – dice Antonio Bruzzone – in collaborazione con Assofranchising, in scena da oggi e fino a sabato 13 maggio è una manifestazione nata grazie alla partnership proprio con Assofranchising ritenuto un partner strategico per importanza e riconoscibilità da parte del mercato che anche negli anni di maggiore difficoltà economica ha saputo comunque mantenere trend positivi. Il livello della manifestazione, ha concluso Bruzzone lascia presagire buoni margini di crescita per diventare un punto di riferimento per il settore.

Il settore del franchising è un comparto strategico per la distribuzione, ha poi affermato Francesco Rivolta, direttore generale di Confcommercio Imprese per l’Italia che rappresenta 692.000 imprese di 95 diversi settori merceologici, che garantisce ammodernamento e rafforzamento per il commercio in sede fissa che trova nel franchising una opportunità di trasformazione e di ripresa.

 

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Negli ultimi 5 anni si è assistito a un netto incremento del numero di franchisee che provengono da una carriera di ex dirigente. Secondo il Centro Studi del Salone Franchising Milano, fiera specializzata nel settore, nel 2016 in Italia il 9% dei potenziali franchisee sono ex manager, con una crescita del 6% rispetto all’anno precedente. Oggi si contano circa 2.000 manager che hanno avviato imprese con il franchising.

I settori di interesse verso cui si orientano sono per il 25% il food, per il 45% il mondo del fashion, accessori e articoli per la persona, e per il 26% servizi sia per le imprese sia per la persona.  Molto spesso le scelte settoriali dipendono dalla precedente esperienza aziendale: si tende a capitalizzare le conoscenze dell’industry di provenienza avviando nello stesso settore la propria impresa. Nel 61% dei casi, l’ex manager ha aperto un franchising nello stesso settore della sua precedente esperienza.

Interessante notare anche i livelli di investimento del format franchising scelti dagli ex manager rispetto ad altri profili di franchisee: il 18% dei manager investe tra i 50 e i 100.000 euro, il 4% tra 100 e 500.000 e il 2% oltre i 500.000 (Figura 1). Sono fasce di investimento molto superiori rispetto a quelle su cui si concentrano i franchisee non ex manager, che si rivolgono nel 70% dei casi prevalentemente a format che richiedono investimenti inferiori a 50.000 euro, selezionati invece dagli ex manager solo nel 46% dei casi

L’accresciuto orientamento degli ex manager a mettersi in proprio col franchising è anche legato ai minori tassi di mortalità che questa formula fa segnare: sempre dall’Osservatorio Salone Franchising Milano che ha elaborato i dati di settore e di Camera di Commercio e Istat, si evidenzia che le aziende aperte con la formula franchising hanno un tasso di mortalità minore di circa il 37% rispetto alle aziende aperte in modo indipendente. Dato in linea con le statistiche anche di altri Paesi occidentali e degli Stati Uniti.